Come versare la nuova IVA
Domenica 18 Dicembre 2011 21:33

Primo vero test per la nuova Iva. Imprese, autonomi e professionisti alla cassa entro martedì 27 dicembre per versare l'acconto 2011 che dovrà tenere in considerazione gli effetti dell'aumento dal 20 al 21 per cento. La nuova aliquota, in vigore dallo scorso 17 settembre, pesa infatti sulla scelta del metodo da utilizzare: storico, previsionale o analitico. Sul Sole 24 Ore del lunedì in regalo un dossier di quattro pagine per districarsi tra le opzioni disponibili, i calcoli e le situazioni particolari: dal regime dei minimi alle operazioni straordinarie.

La convenienza
Vediamo intanto quali sono i principali aspetti da tenere in considerazione in vista dell'appuntamento in scadenza il 27 dicembre. In prima battuta, a volumi invariati rispetto all'anno precedente, il metodo storico è preferibile rispetto a quello previsionale e a quello analitico, in quanto si basa sulla vecchia aliquota ordinaria del 20 per cento; in caso di contrazione degli affari, l'ago della bilancia potrebbe invece spostarsi verso il metodo previsionale, nonostante l'aumento di aliquota. In tempi di crisi di liquidita', vale la pena dunque ponderare le tre opzioni, verificando quella effettivamente più vantaggiosa.

La prima opzione, il metodo storico, è quella più semplice da applicare: l'acconto Iva è pari all'88% del debito risultante dalla liquidazione Iva di dicembre 2010 (per i contribuenti mensili) oppure dalla dichiarazione annuale relativa al 2010 (per i contribuenti trimestrali, al netto degli interessi dell'1% dovuti per la dilazione del pagamento). È il metodo più conveniente per i contribuenti che hanno mantenuto un andamento costante degli affari e hanno effettuato, nel corso del 2011, la stessa tipologia di operazioni rispetto all'anno precedente, in quanto non risente dell'aumento dell'aliquota ordinaria. Rimane, senza dubbio, l'opzione più vantaggiosa nell'ipotesi di incremento delle operazioni imponibili, a maggior ragione quest'anno a seguito dell'aumento di aliquota. Continua.

Fonte: Il Sole 24 Ore